Arianna Orlando

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Questa è la storia di Arianna Orlando, nata a Gallarate, che a Milano ha trovato la sua giusta dimensione. Arianna ha sei anni quando le dicono che ha un tumore al cervello.

Viene operata due volte, l’intervento è risolutivo per la malattia, ma resta danneggiato il nervo ottico. Diventa cieca. E il suo mondo cambia. Impara il Braille e i libri inizia a leggerli attraverso il tatto. Al sua fianco, un trifologo che le indica i supporti a cui può fare ricorso. Ottenere i libri in Braille è la parte più difficile.

I testi completi arrivano a metà anno scolastico e sono enormi, nel mentre Arianna studia grazie a fotocopie stampate in Braille: la tecnologia è fondamentale. Arriva la laurea in Esperto Linguistico di Impresa e la specialistica, conseguite alla Cattolica.

Inizia in quegli anni la collaborazione con Dialogo nel Buio, un percorso dove si attraversano stanze completamente prive di luce, accompagnati da guide non vedenti. Un ribaltamento della realtà.

La dimostrazione che l’essere umano può adattarsi alle condizioni anche più estreme e vivere una vita normale. Arianna fa sci di fondo, ha fatto atletica correndo gli 800 e i 1.000 metri e, dopo tre anni di corso, è diventata Operatrice Shiatsu.

Al suo fianco da 12 anni c’è La Toia, un dolcissimo Labrador: sono i suoi occhi quando si muove da sola in città. Le chiedo se Milano è oggi accessibile per i non vedenti:

«Vivo insieme al mio compagno in una zona servita dalla metropolitana che, rispetto ad altri mezzi, rende più facile gli spostamenti grazie alla voce che indica quale treno sta arrivando. I servizi a domicilio aiutano tantissimo nell’autonomia, la tecnologia è davvero fondamentale. Quel che non aiuta sono le biciclette ed i motorini parcheggiati sul marciapiede. Manca l’educazione civica».

E lì non c’è tecnologia che aiuti.

 

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