Elena Galimberti

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Questa è la storia di Elena Galimberti, architetto di formazione, rinata con la fotografia. Inizia a conoscere realmente Milano quando vi ritorna nel 2013, dopo dieci anni vissuti a Lisbona.

Elena riscopre la città girandola come se fosse una turista: realizza i primi scatti con il suo cellulare, rimanendo affascinata da quella Porta Nuova che sta prendendo vita e forma. E passa i suoi pomeriggi lì, passeggiando tra il vecchio e il nuovo. Crea la pagina Facebook Il Milanese abbellito e le sue foto iniziano davvero a girare.

Migliorarsi. Nel 2017 urge passare ad una macchina fotografica professionale: già l’anno successivo allestisce la sua prima mostra, Citazioni, dove oltre a foto di Milano espone anche immagini di Lisbona. Segue On my Mi(la)nd e, proprio in questi giorni (fino al 18 settembre), il Museo della Scienza e della Tecnologia ospita Milano città aperta, la metropoli vista da diverse angolazioni che ne raccontano forme e dettagli, attraverso scatti dall’alto e sguardi da cortili e musei.

Donne. Elena continua a mantenere uno sguardo tanto curioso quanto distaccato dalla città, che ormai gira solo utilizzando i mezzi pubblici o la sua bicicletta. Donne e fotografia, binomio per nulla scontato: «Sono molte le fotografe che stimo – racconta –: trovo che l’approccio femminile produca immagini più intime. Non saprei dire se e quanto la presenza maschile sia predominante, quello che vedo è la continua crescita delle donne in questo campo».

Valore. Un segnale importante: «Il lavoro di una persona ha un valore che viene riconosciuto a seconda delle emozioni che riesce a trasmettere, a prescindere dal genere».

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