Gigliola Foschi

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Questa è la storia di Gigliola Foschi, innamorata dell’arte (qualunque forma essa abbia) che si occupa di cultura visuale.

Laureata in filosofia estetica, si avvicina alla fotografia durante l’università. Siamo nel periodo del ’68 e i corsi universitari non godono della presenza fissa dei professori: studiare è qualcosa che bisogna volere con tutte le forze. La volontà di lavorare in ambito artistico porta Gigliola ad esplorare diversi mondi diversi: insegna storia dell’arte in alcuni istituti superiori e storia della fotografia alla IED, scrive per diverse testate giornalistiche (tra cui Zoom), su architettura e fotografia e si appassiona della cultura del Sud Est Asiatico.

Diventa curatrice di mostre fotografiche, affiancando nella crescita professionale alcuni ex studenti.
Da dieci anni collabora con Mia Photo Fair, l’unica fiera nazionale dedicata alla fotografia, che punta a creare un mercato del collezionismo, e per la quale da un paio d’anni è curatrice del premio-mostra New Post Photography per promuovere la fotografia contemporanea. Un punto di riferimento importante per i fotografi professionisti, e nel quale Gigliola crede molto.

Milano e la fotografia. “La città oggi appare un po’ disordinata nell’ambito fotografico. Aprono e chiudono troppe gallerie, c’è una sorta di bulimia di fotografi e tutto questo eccesso non coordinato crea disorientamento. La fotografia è un’arte bellissima e complessa ed è importante continuare a lavorare per creare un mercato del collezionismo, che renda il merito a chi investe il proprio talento ma anche tanto tempo e denaro in questo settore. Talento che troppo spesso non viene riconosciuto. Mia Photo Fair lavora proprio per questo. E io con lei ”.

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